sabato, 04 luglio 2009

Latitanza

la mia. Sono assente dal blog (non solo da questo...) per motivi lavorativi.
Ecco, non è che stia scrivendo sceneggiature, soggetti o racconti, anche se giusto sabato scorso un amico mi ha imposto come compito per l'anno prossimo o quellia  venire, credo non abbia fretta, di vincere il premio Solinas. Ho promesso che ci proverò, e sarà il caso di mettermi a lavorare in quella direzione.
Però non è quello che faccio adesso.
Ora come ora lavoro 8 ore al giorno in un call center, dove non ho un contratto a progetto ma non ho cambiato di una virgola la mia esistenza. Anzi. Sto dando un significato definito al concetto di somministrato.
Ma questo non è il blog adatto in cui discutere dell'argomento, quindi rimando.
Resta il fatto che 40 ore settimanali non mi lasciano abbastanza energie per poter scrivere, e me ne dispiace. Anche perché dopo le recenti dimostrazioni di jella di cui ha dato prova il PDC sarebbe il caso di cavalcare una protesta degna di questo nome sui motivi per cui riesce ad arrivare a fare proclami di ottimismo sfrenato e dopo un'ora, nemmeno il tempo di andarsene, il luogo del proclama viene colpito da una scossa di terremoto.
Se deve portare jella, insomma, perché sono gli altri e non lui a subirne le conseguenze?
Passate una buona giornata di sole, soprattutto se siete a Roma e avete avuto 5 pomeriggi di pioggia consecutivi dalle 5 in poi.
postato da: julka75 alle ore 16:38 | link | commenti (2)
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domenica, 28 giugno 2009

No, cazzo.

I lettori di Repubblica non sono abbastanza convincenti. Non riesco a convincermi, per esempio, che un uomo che ha scontato una pena in Italia e che ha pagato per quella pena si emriti di andare a morire in Siria dopo avere passato 23 anni nelel nostre patrie galere ed essersi sposato con una donna italiana.
Soprattutto non rieco a convincermi che merita di morire 23 anni dopo avere ammmazzato due persone e avere passato 23 anni in carcere. Soprattutto non dopo essermi rotta le palle studiando Dei delitti e delle pene di Cesare (o, come direbbe Antonella, Giovanni) Beccaria ed essermi convinta che uno dei pochi motivi di orgoglio nella storia abbastanza di merda del mio Paese, oltre alla culla dell'Impero Romano, all'arte e ai poeti, e alla Resistenza, sia l'idea che sia stato un italiano a scirvere per la prima volta nero su bianco che la pena di morte non serve a niente.
postato da: julka75 alle ore 16:25 | link | commenti
categorie: rigurgiti di dignitĂ 
giovedì, 18 giugno 2009

a proposito di scuola privata.

Copincollo dal tumblir di hellzabloggin:

E no, eh


Se i soldi pubblici son pochi, se si son fatti i tagli all’Università, se si mandano a casa un po’ di insegnanti, poi non si può sperare che io legga la notizia di un eventuale bonus per chi vuole frequentare le scuole private senza incazzarmi un po’.

Prima la scuola pubblica per tutti, poi viene il resto.

(di mio aggiungo un 'semmai' davanti a 'poi viene il resto'. Più mai che se, comunque...)
postato da: julka75 alle ore 19:48 | link | commenti
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martedì, 16 giugno 2009

16 giugno 2009 - Regione Lazio

Svegliarsi la mattina e non trovare più Rete4 sul televisore privo di decoder non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Mastercard.
(non c'è più nemmeno RaiDue, ma tanto AnnoZero me lo posso vedere in streaming su Raiclick, quando ricomincia... Se ricomincia)
postato da: julka75 alle ore 07:26 | link | commenti
categorie: piccole soddisfazioni
domenica, 14 giugno 2009

E' morto Ivan Della Mea

Cosa che a qualcuno probabilmente fregherà assai poco.
Ma a me capitò, qualche anno fa, di conversare con lui al telefono, per una buona ora circa, sulla condizione di Milano nel Dopoguerra, prima del miracolo economico.
Stavamo girando un documentario su Miracolo a Milano, lavoro di fine anno della Civica.
Ci consigliarono di contattarlo perché era il direttore dell'Istituto Ernesto Di Martino. Ma anche uno che di Milano e del periodo aveva ricordi che ci sarebbero serviti.
E così fu.
Ivan Della Mea mi raccontò cose di Milano che non avrei nemmeno mai immaginato. Non era milanese, ma Milano la conosceva perfettamente. Ci viveva da quando era bambino .  E bambino era quando alla periferia di Lambrate iniziarono le riprese di Miracolo a Milano:  fu una delle tante comparse che affollavano il campo dei barboni dove Totò il Buono si ritrovò a vivere nella storia.
Ma a parte questo, che non necessita di un'ora di tempo per essere raccontato, mi raccontò quello che succedeva nella baraccopoli in fondo al Viale Monza, poco più in là del cinema ABC,  un cinema pulcioso di terza visione o giù di lì, dove si avvertiva 'un vago sentore di piscio'.
Ecco, lì in fondo (poco distante dalla Stazione Centrale, dove esisteva un sottopassaggio che era il dormitorio dei clochard milanesi) c'era una baraccopoli, abitata da gente di tutti i tipi.
Lla sua più grande soddisfazione nel fare la comparsa di Miracolo a Milano fu il cestino del pranzo, che per lui e per la sua famiglia (e per parecchie altre)  fu quasi una festa.
Un'altra festa fu il biglietto per andare a vederlo, il film. Sorpresa doppia, perché scoprì durante la proiezione che la parte in cui era stato ripreso in montaggio era stata tagliata. Ma alla fine il punto era andare al cinema a vedere un film, che non gli capitava tanto spesso e non in prima visione, a quanto mi fece intendere.
Storie banali da dopoguerra.
Come i corsi di italiano per immigrati del sud venuti a lavorare a Milano che organizzavano le sedi di un PCI di cui si è persa la memoria. Disse 'insieme all'alfabeto gli insegnavano Il Capitale di Marx'.
Finì pure nel documentario, e probabilmente da qualche parte ho ancora la cassetta con l'intervista che gli fecero i miei compagni di corso, mentre stavo a casa con la febbre a 38. Rubata al materiale della scuola.
Pensavo che sarebbe stato bello tornare a trovarlo per farsi raccontare ancora un po' della Milano che non c'è più. L'ho pensato spesso negli ultimi anni.
Solo che a pensare ci ho messo un po' troppo.

(Se qualcuno volesse saperne di più basta aprire Wikipedia o i coccodrilli su tutti i quotidiani on line.)


"Credo sia molto importante combattere a fondo contro il berlusconismo, perché è trasversale, tocca tutti, sia a destra che a sinistra. C'è bisogno di politica vera, fatta per strada, che venga fuori dalle proprie stanze".

Ivan Della Mea
postato da: julka75 alle ore 15:52 | link | commenti
categorie: milano, memorie varie

Sempre a proposito di Berlinguer.

I tumblr fanno bene, e tanto, alla salute, al morale, all'anima. Sui tumblr si scopre che esiste un altro mondo, oltre a quello che ti propina il mondo secondo i media.
Sui tumblr ti accorgi che non è vero che sei solo/a, a pensare certe cose.
Qualche volta però ti ricordi che sei nata troppo tardi, e che il mondo venuto dopo una certa data fa molto più cagare di quello che riesci a immaginare.
Oggi ho letto questo, dalle parti di 11.ruesimoncrubellier (ma arriva da qui):

Avevo 14 anni e frequentavo il Conservatorio ad Alessandria. Passeggiavo per i lunghi e stretti corridoi che circondavano le aule di musica di Palazzo Cuttica. Avevo appena finito la lezione di violino ed ero in cerca di un’aula libera con un pianoforte a coda Steinway & Sons, la mia passione.

Notai un professore che, con le mani dietro la schiena, si trascinava lungo quei corridoi. Di fianco a lui c’era un suo allievo che conoscevo. Incrociandoli vidi le lacrime di quel professore, la sua barba folta e grigia, e gli occhi bassi come se indugiasse su ogni suo passo.

Mi fermai a parlar con loro, chiedendo cosa fosse successo. Il professore mi spiegò che Berlinguer stava morendo. Ricordo il suo stupore per la mia ignoranza e il suo imbarazzo commosso quando con naturalezza gli dissi che “la morte è un fatto proprio della vita”.

Io non capivo, non avevo capito. Ero giovane, e assorbito dalla musica. Non esisteva nulla all’infuori dell’odore di pece sfregata sull’archetto del violino; niente, oltre il bianco e nero irregolare di una tastiera di pianoforte. Nulla, oltre l’odore secco del vecchio Palazzo Cuttica o l’odore delle Multifilter tra le dita dipinte di rosso della mia insegnante di pianoforte.

Pochi giorni dopo vidi i funerali di Berlinguer. Vidi quella gente piangere, alzare il pugno e piangere davanti al feretro. Ascoltai le parole di Nilde Iotti. Vidi le lacrime di Pertini.

Quel giorno - quel giorno - diventai comunista.

Ho pensato:

'Ecco, una roba che mi manda in bestia, a me che nel 1984 avevo 9 anni, è che questi ricordi non ce li ho e me li devono tramandare i racconti altrui, e non ne avrò altri, perché la gente come Berlinguer, Nilde Jotti, Pertini, e via dicendo, hanno buttato lo stampo per farla. Sfido chiunque a provare una roba del genere il giorno che morirà un Veltroni o un Franceschini.'

Il bello del tumblr, è che se pensi una roba del genere, poi la puoi tumblare a tua volta, e non te la sei pensata per i fatti tuoi. E così l'ho tumblrata.
postato da: julka75 alle ore 11:19 | link | commenti
categorie: memorie non condivisibili

Copincollo.

da qui.

criminali in parlamento.

I piduisti amici del boss mafioso Vittorio Mangano e di altri noti criminali ce l’hanno fatta. Tra ieri e oggi, nel silenzio complice di buona parte della stampa italiana, è stata abolita la libertà di parola. D’ora in poi, salvo ripensamenti del Senato, sarà impossibile raccontare sulla base di atti giudiziari i fatti e i misfatti delle classi dirigenti. Chi lo farà rischierà di finire in prigione da 6 mesi a tre anni, di essere sospeso dall’ordine dei giornalisti e, soprattutto, dal suo giornale, visto che gli editori andranno incontro a multe salatissime, fino a un massimo di 465.000 euro. Il plurimputato e pluriprescritto Silvio Berlusconi per raggiungere il risultato è stato costretto a ricorrere al voto di fiducia. Le nuove norme contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche sono infatti talmente indecenti da risultare indigeste persino a un pezzo importante della sua maggioranza. Da una parte, s’interviene sul diritto-dovere d’informare con disposizioni grossolane e illiberali stabilendo, per esempio, che le lettere di rettifica vadano pubblicate integralmente (anche dai blog) senza possibilità di replica. Insomma, se un domani Tizio scriverà a un giornale per negare di essere stato arrestato, la sua missiva dovrà finire in pagina, in ogni caso e senza commenti, pur se inviata dal carcere di San Vittore. Dall’altra, per la gioia di delinquenti di ogni risma e colore, si rendono di fatto impossibili le intercettazioni. Gli ascolti saranno infatti autorizzati, con una procedura farraginosa e lentissima, solo in presenza di «evidenti indizi di colpevolezza». Cioè quando ormai si è sicuri che l’intercettato è colpevole. E in ogni caso non potranno durare più di due mesi. Inoltre le microspie potranno essere piazzate solo nei luoghi in cui si è certi che vengano commessi dei reati: detto in altre parole, è finita l’epoca in cui le cimici nascoste nelle auto e nei salotti dei mafiosi ci raccontavano i rapporti tra Cosa Nostra e la politica. Che Berlusconi e un parlamento formato da nominati e non da eletti dal popolo, in cui sono presenti 19 pregiudicati e una novantina tra indagati e miracolati dalla prescrizione e dall’amnistia, approvi sia pure tra qualche mal di pancia leggi del genere non sorprende. A sorprendere sono invece le reazioni (fin qui pressoché assenti) di quasi tutti i direttori dei quotidiani e dei comitati di redazione dei telegiornali (dai direttori dei tg, infatti, non ci si può aspettare più nulla). Quello che sta accadendo in parlamento dovrebbe essere la prima notizia del giorno. E invece a tenere banco è la visita di Gheddafi e le polemiche intorno alla sua figura di dittatore. Così a furia di parlare di Libia nessuno si accorge di come il vero suk sia ormai qui, a Roma, tra Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Chigi. E di come, tra poco, nessuno potrà più raccontarlo.
postato da: julka75 alle ore 10:39 | link | commenti
categorie: della fiducia e di altri demoni
sabato, 13 giugno 2009

Penso...

... che dovrei cancellare dalla lista degli amici tutti quelli che votano per Berlusconi o per la Lega. Non so com'è, comicio a pensare che in fondo non valga la pena conversarci. Manco su Facebook.
postato da: julka75 alle ore 10:18 | link | commenti
categorie: rottura dei rapporti diplomatici
giovedì, 11 giugno 2009

25 anni fa moriva Enrico Berlinguer.

E io sono sinceramente indecisa: devo rimpiangerlo, oppure deve consolarmi l'idea che non sia qui a  vedere lo stato del Paese (per non parlare poi dello stato della Sinistra...)?
postato da: julka75 alle ore 19:34 | link | commenti (2)
categorie: commemorazioni mancate
martedì, 02 giugno 2009

Come comincia uno stato confessinale - parte II

Pare che anche Repubblica si sia accorta della notizia che circolava da qualche giorno su tumblr, blog e persino qui (in sintesi, in provincia di Cesena un professore è stato sospeso per avere sottoposto gli alunni a un sondaggio sull'ora di religione, con tre preferenze).
Bene, si potrebbe pensare. La stampa si preoccupa di qualcosa che non siano le corna presidenziali o le sue scappatelle con minorenni.

Male, invece. Perché è del 31 maggio la notizia dell'ultima beffa a danno del professore, citato sempre dal blog di parte UAAR:

Sarà utile sapere che oltre alla sospensione, Ispettrice e Dirigente scolastica hanno imposto per me una Visita Medica Collegiale (che è già avvenuta a inizio maggio) in vista di una mia assegnazione dall’alto ad altro incarico (bibliotecario) o messa a riposo definitiva per motivi di …salute.
In parole povere, questa procedura viene seguita esclusivamente in caso di problemi psichici estremamente gravi, quando il docente non è in grado di svolgere il proprio lavoro ma non ne è consapevole e non chiede spontaneamente l’invalidità.
Si è cercato insomma di farmi passare per… pazzo da allontanare definitivamente dalla scuola.

Ora, io non so quali siano i criteri per imporre visite mediche atte a stabilire la salute mentale di un docente, ma a meno che non si sia in presenza di molestie sessuali ai danni di allievi, ubriachezza molesta, comportamenti che possono creare danni fisici a chi li circonda e via dicendo, un provvedimento simile mi sembra alquanto fuori luogo.

Tanto per dirne una, in questo Paese i Presidenti del Consiglio vanno in giro a pronunciare frasi sconvenienti davanti ai potenti della Terra e blaterano di complotti della Sinistra che si sarebbe accordata addirittura con i tabloid inglesi, o di complotti da parte di tycoon australiani, vengono considerati corruttori dai tribunali e vociferano di persecuzioni, e intrattengono rapporti ambigui con minorenni alla luce del sole senza per questo ritenere di doverne rendere conto.

Eppure nessuno pensa di sospendere il loro incarico per due mesi, o di imporre l'unica cosa sensata davanti a persone del genere addirittura recidive: una visita medica atta a stabilire che non siano intervenuti problemi psichici così gravi da renderli inabili alla guida di un Paese.

Insomma, per un sondaggio sull'ora di religione, mi sembra che si stia reagendo con misure decisamente troppo estreme...

Chi sono

Utente: julka75
Nome: Giuliana Dea
Sono una che riesce a dire la cosa sbagliata (e a volte anche quella giusta...)al momento sbagliato. Nel frattempo scrivo sceneggiature, racconti, romanzi (almeno ci provo), e faccio parte della nutrita schiera degli operatori call-center che disturbano la popolazione italiana alle ore dei pasti...

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