Lo ha detto Neil Gaiman. E se lo dice lui...
(ma adesso chi glielo dice al mio ragazzo, che dorme con una lontra?)
E' uscito. Il numero 9 è dedicato ai cortometraggi, e ce n'è uno mio, intitolato Storia di Ignazio. Questo per avvertire chiunque avesse una qualche intenzione di comprarlo. O anche di non comprarlo (il fatto che abbiano pubblicato persino un mio corto potrebbe essere un deterrente...)
Unico particolare: Daniela a Torino lo ha trovato, magari grazie anche alla presenza di Affabula in territorio... E alle Giornate della Produzione!
Io a Roma non riesco a recuperarlo, nemmeno da Feltrinelli. Quindi chi lo avvista in una qualunque delle librerie della capitale mi faccia un fischio!!!
Altra notizia: ieri sono terminate le riprese del pilota della sit-com. A quanto dice la regista è stato un mezzo disastro. D'altra parte, ragazzi... E' il duro mestiere del set. Io non lo pratico apposta!!!
Se dovete imbarcare su un aereo un pupazzo di pelouche, assicuratevi che entri nel bagaglio a mano...
P.S.- questo blog è al secondo paio di mutande... domani può evitare di cambiarle?
Dal Corsera. Voglio una gigantografia con la faccia del giudice...
Da due giorni non si fa altro che parlare della manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, manifestazione su cui avevo delle perplessità prima che avesse luogo e che conferma e amplifica le mie perplessità ora che è passata, con il risultato riportato dalla stampa nazionale e dai telegiornali.
Quello che mi continua a perplimere è la continua lettura di commenti (naturalmente al femminile) che esprimono solidarietà alle donne che si sono permesse di fischiare le rappresentanti delle istituzioni. Mi perplimo e penso che c'è qualcosa che non funziona.
Mi stavo sentendo abbastanza sola, con questi pensieri. Cominciavo a pensare di non avere capito una fava: la mia convinzione che una manifestazione contro la violenza sulle donne non poteva trasformarsi in una manifestazione contro la violenza su ALCUNE donne (naturalmente scelte dalle organizzatrici, perché un altro punto che mi perplime è proprio la mancanza di uomini, come se fossero alieni, come se fossero tutti potenziali stupratori o complici delle violenze...).
A fugare i miei dubbi ha pensato Gilla, con questo.
Ora che sono decisamente più tranquilla posso riprendere le mie attività, e tirare un sospiro di sollievo. Ma tenendo sempre e comunque gli occhi aperti: l'intolleranza è alla stregua della stupidità. Non fa discriminazioni di razza o di sesso.
Mi stavo rassegnando a non cambiare le mutande del blog fino a domani mattina (o pomeriggio, o sera, non importa...), causa un lavoro che mi ha tenuta impegnata a lungo e che ora sta tenendo impegnato il mio correttore di blogze, noto conoscitore della lingua (guai a dire che è un dialetto davanti a lui ) parlata nel triangolo Napoli-Salerno-Benevento, quando mi sono imbattuta in questo.
Il titolo del concorso (lo stesso che ho riciclato per il nuovo post) dovrebbe solleticare almeno qualcuno dei miei affezionati lettori-scrittori... Per esempio Cinzia, che ultimamente non si sente molto ispirata, o Daniela, che in quanto a gestione della biancheria intima del suo blog sta messa peggio di me...
Comunque sia mi sembra un'idea piuttosto divertente. Ad avere il tempo materiale (e soprattutto la voglia: sto cercando di stendere da due mesi un racconto per il meravigioso concorso Quote Rosa indetto da Fernandel, ma il foglio bianco mi infastidisce piuttosto e anzichenò...), ci si potrebbe fare un pensiero.
Boh, io ve l'ho detto. Poi fate come vi pare.
Da qualche giorno, appena ho un attimo libero, mi dedico alla ricerca di informazioni utili per la mia non si sa quanto prossima carriera di scrittrice mainstream. Girvagando per la rete capitano strani incontri, e in mezzo a quello che non avremmo mai voluto sapere si incontrano anche iniziative interessanti, vedere il concorso indetto da Transeuropa, di cui abbiamo già detto qui oppure andare direttamente a consultare il sito di Stampa Alternativa.
Se a qualcuno sfuggisse il nome della casa editrice, posso dare un indizio: ricordate i Mille lire?
No, non i 100 pagine 1000 lire di Newton&Compton, testi privi di diritti a un costo accessibile che si sfaldavano in mano appena li scartavi la plastica trasparente. Parlo di quei libriccini di poche pagine, decisamente tascabili (meglio delle Moleskine... Non mi hanno mai sformato una tasca posteriore...), che passavano da Epicuro alle considerazioni sul carcere di tale Adriano Sofri, con un pizzico di Sonetti di Shakespeare da leggere dopo aver compreso appieno i benefici curativi della cannabis...
Ecco, proprio quelli che sono passati prima a un euro e poi a due.
Il direttore di Stampa Alternativa è un individuo molto in gamba, anche se provvisto di sue idee (del tutto rispettabili). Si chiama Marcello Baraghini ed è stato uno dei primi a cui ho inviato il mio romanzo in lettura, sapendo che me lo avrebbe stroncato. E così fu: con una lettera scritta a macchina ha messo il punto su tutti quelli che a suo avviso erano i difetti di quanto gli inviai anni fa. Un giorno la incornicerò e la appenderò nel posto dove Marcello Mastroianni appese a suo tempo la Legion d'Onore ricevuta dal governo francese.
Al di là delle mie vicissitudini personali con Baraghini (meditate, gente: quando sapete per certo che il vostro romanzo non piacerà a un editore che conoscete come privo di peli sulla lingua e siete sicuri di non poter reggere alle sue critiche negative... Non inviatelo!), il lavoro che porta avanti da anni con Stampa Alternativa è tra i migliori che abbia visto in giro. Dopo i Bianciardini, è quasi un obbligo segnalare lo spazio Libera Cultura, Libera Conoscenza, in cui si trovano testi scaricabili in PDF, segnalazioni e altre amenità per chiunque abbia la strana convinzione che la cultura debba essere trasmessa liberamente.
Questo è quanto. Ora che il blog ha cambiato gli indumenti intimi, posso anche tornare al mio lavoro (oggi sbobinatura di testi... Non lo faccio dal mio ultimo documentario, all'alba dei tempi. Fatemi gli auguri...)
Stampa alternativa: soddisfatti; Marcello Baraghini: soddisfatti
L'arroganza della politica comincia a raggiungere dei livelli inaccettabili. Pare che una fiction possa turbare l'anima dei magistrati chiamati a giudicare Cosa Nostra... Quindi che fa Mastella (uomo sempre interessato al regolare svolgimento di indagini e processi, lo sappiamo bene tutti...)? Chiede e OTTIENE lo spostamento di una miniserie programmata per domenica e lunedì sulle reti RAI.
Bisognerebbe ringraziare il nostro vigile Ministro di Grazia e Giustizia, sempre così preoccupato di non turbare la tranquillità dei magistrati... Ma alla gente che reclama sempre sorge un dubbio, piccolo piccolo. Non è che per pura coincidenza se lo spetttatore eternamente distratto, anzi, diciamo una media di 6 milioni circa di spettatori distratti di RaiUno si guardano una miniserie su un caso di mafia di cui non ricordavano nulla all'improvviso potrebbero persino cominciare a ricordarselo (diciamocelo: sono anni che la ragazza è morta... Pretendere che la gente si ricordi tutti i morti di mafia è un po' troppo. Soprattutto quando la sentenza per i colpevoli non è ancora defiitiva)?
Insomma, non è che il problema non sono i giudici ma il popolo bue che andrebbe tenuto a bada con le isole dei pietosi e le selezioni dei grandi fratelli, non sia mai che comincia a ricordarsi qualcosa da dimenticare?
Io immagino che a poche persone freghi effettivamente qualcosa delle fiction di RaiUno (tantopiù che pure io guardo poco RaiUno...). Forse ci sono rimasti mio padre e mia madre a guardarsele, tra le persone che conosco, ma non è un problema che mi tocca in questo momento. Mi interessa molto di più cercare di capire perché un ministro che sapendosi in odore di indagini avrebbe perlomeno dovuto dimettersi sta ancora al suo posto, e in più chiede e OTTIENE che una fiction su un argomento trattato magari male (come capita con le miniserie Rai che vengono stravolte da editor imbecilli), ma pur sempre scomodo, venga rimandata a tre giorni dalla messa in onda.
N.B. - Non so cosa ho scritto, ho riletto due volte per cercare di non scrivere fesserie. Quindi se qualcuno trova refusi o frasi smozzicate tenga conto che sono particolarmente incazzata e me lo faccia notare tra dodici ore. Già non sono troppo simpatica. Quando sono particolarmente incazzata è meglio evitarmi.
Clemente Mastella: no comment, Rai: no comment
... ho perso il conto, accidenti! Ma è uscito il nuovo numero di
e stavolta si parla di RELIGIONE.
Tra l'altro segnalo per l'occasione il blog SHOKKING NEWS, dove le ragazze shokking provvedono (quasi) ogni giorno a segnalare una notizia interessante...
Come al solito non siete obbligati, ma un'occhiata non si nega a nessuno... E mai come in questa occasione il Divino Paranoico ve ne renderà merito!!!
... è come le mutande: va cambiato una volta al giorno. Non ricordo se la frase fosse esattamente così (l'ho presa da un commento sul blog del Cocchino...), ma rende bene l'idea. A questo punto devo constatare che il mio blog non cambia le mutande da sei giorni, giorno più giorno meno. Trarre le debite conclusioni...
Comunque non ci sono notizie fondamentali, a parte il bollettino medico (ieri ho passato la giornata a cercare di non rimettere lo stomaco... Se ce n'è rimasto qualche brandello è un miracolo...) e una notizia che interessa soprattutto me. Ma al limite potrebbe interessare qualcun altro cui sia capitato di leggere e apprezzare Ivan Cotroneo come scrittore.
Il 31 ottobre scorso è uscito il suo ultimo romanzo, La kryptonite nella borsa. non l'ho ancora letto, provvederò a colmare la lacuna nei prossimi giorni.
In compenso domani pomeriggio, 22 novembre 2007, alle 18, presso la Feltrinelli in Galleria Colonna (pardon... Galleria Alberto Sordi), Ivan presenterà il romanzo.
Stomaco permettendo penso di andarci (l'ho promesso all'autore e non è carino non mantenere le promesse). Se qualcuno avesse voglia di fare un salto, credo che nessuno lo caccerà via.
Ora torno (finalmente) a scrivere.