Lo dice la CGIL, che a dicembre 400.000 persone si ritroveranno a casa per la scadenza del contratto. Ma a me non aveva bisogno di raccontarlo: i miei colleghi con contratto a progetto sono piuttosto inquieti. Sanno che da gennaio un bel po' di teste salteranno.
L'ultima comunicazione ufficiale che ho ricevuto, prima della firma del mio contratto (scade ad aprile, quindi se tutto va come deve andare non dovrei avere preoccupazioni per altri 5 mesi...) è che da gennaio rimarremo in 100 dipendenti, a tempo determinato o indeterminato sarà una decisione a discrezione dell'azienda.
A me personalmente è andata persino di lusso, considerando che è il primo vero contratto degno di questo nome visto in anni e anni. Non considerando quelli sporadici come sceneggiatrice, ovvio. Ma quelli erano e sono contratti all'insegna dell'incertezza e a discrezione del buono o cattivo umore di head writers, rete, share, cancellazioni stagionali delle serie, e via dicendo. Non garantiscono ferie e malattia pagate, la tredicesima non esiste, la quattordicesima neppure e la liquidazione che te lo dico a fare. E' la dura legge che regola l'esistenza dei portatori sani di partita IVA. E per mia fortuna, è una malattia che mi sono levata di dosso.
Ma se per me i giochi ricominceranno (forse) ad aprile, per un buon numero di miei colleghi i prossimi due mesi si stanno trasformando in una specie di incubo.
L'essere in compagnia di altre circa 400.000 persone non è una grande consolazione.
E certi nanerottoli, in queste condizioni, hanno voglia a fare campagne elettorali in cui raccontano la solita barzelletta che vorrebbe la crisi 'un'invenzione dell'opposizione', impegnata nella destabilizzazione di un Governo perfetto e illibato.
Non c'è bisogno della Sinistra per avere una chiara percezione della crisi in cui versa il Paese. Basta controllare la busta paga alla fine del mese, che tra poco sarà equamente divisa tra il padrone di casa o la banca cui si versa il mutuo e il supermercato. Basta a malapena per quello...
Non lo so, perché ho scritto questo post. Stamattina mi è venuto in mente che il precariato esiste ancora e che se ne parla fin troppo poco. E per precariato intendo quello che esiste e continua imperterrito a campare giorno per giorno senza permettersi nemmeno di ipotizzare un minimo di stabilità, da anni e anni. A questi precari si andranno certamente ad aggiungere altri futuri precari, che saranno licenziatie dovranno ricordarsi quant'è complicata la ricerca di un lavoro, e abituarsi a contratti trimestrali, semestrali, di nove mesi o di un anno a essere fortunati, e comincerannoa dimenticarsi persino la consistenza di uno stipendio fisso sicuro, perché di sicuro non avranno più molto. E non è che la cosa diverta più di tanto, perchè se aggiungi un altro precario alla ricerca di un lavoro ma non aumenti i posti disponibili, il risultato è che i posti disponibili, anziché essere sempre uno in meno di quelli che servirebbero, diventano due in meno...
Ma questo post è per i precari di professione che a dicembre restano a casa perché la scadenza del contratto era prevista proprio a dicembre. Quelli che in piazza a protestare scendono sempre troppo poco.
Anche se non scendere mai in piazza è anche un po' colpa loro...