domenica, 31 maggio 2009

Con questo governo non si può mai andare in vacanza.

E ci tocca pure ringraziare Apicella, perché senza di lui chi sarebbe mai andato a ripescare addirittura le Gazzette Ufficiali del mese di agosto 2008? (già le Gazzette Ufficiali sono una gran rottura di palle durante l'anno. Figuriamoci mentre stiamo decidendo se ci serve la protezione 12 o se possiamo cominciare con la 6 perché non corriamo più il rischio di scottarci...)

Copincollo da qui (si parla, tra l'altro, di foto di capodanno sequestrate, ma  non è l'argomento che ci interessa):

Il 22 agosto 2008 Berlusconi cambiò le regole sui voli di Stato

 
Apicella a bordo su aerei militari? Tutto in regola, se non per il periodo precedente, almeno a partire dal 22 agosto del 2008.
Infatti, come scrive Eduardo Di Blasi in un articolo pubblicato dall'Unità del 26 agosto scorso, che riteniamo utile riprodurre integralmente (i sottotitoli sono i nostri, per facilitare la lettura): "Tutti a bordo. Nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto scorso, in cima ad una serie di priorità nazionali come la certificazione di qualità del "cipollotto nocerino" e della "mela della Val di Non", poco prima delle "modalità tecniche di svolgimento della lotteria ad estrazione istantanea con partecipazione a distanza Le carte della fortuna online", in un posto che si immaginava ben occultato nella calura agostana, compare la nuova direttiva sul "trasporto aereo di Stato" del governo Berlusconi.
 

Una norma varata il 25 luglio 2008 e in vigore un mese dopo

La norma, varata il 25 luglio passato, anche qui con massimo riserbo (non ce n´è traccia né nell´indice analitico del sito www.governo.it, né nella rendicontazione del Consiglio dei ministri di quel giorno), abroga le norme più restrittive sui voli di Stato varate dal governo di Romano Prodi meno di un anno fa e le sostituisce con regole meno rigorose. .
Nel merito l´articolo 5 della nuova norma apre i portelloni dei voli di Stato («in via del tutto eccezionale e previa rigorosa valutazione», è scritto in modo quasi paternalistico nella legge) al "personale estraneo alla delegazione ma accreditato al seguito della stessa su indicazione dell´Autorità anche in relazione alla natura del viaggio, al rango rivestito dalle personalità trasportate, alle esigenze protocollari ed alle consuetudini, anche di carattere internazionale".
Ancora, ad "accompagnatori la cui assistenza sia ritenuta necessaria dalla Prefettura o dalla Rappresentanza diplomatica competente alla trattazione della richiesta".
E, sempre in via "del tutto eccezionale" a vice ministri e sottosegretari, che le precedenti direttive del governo Prodi lasciavano a terra.


L'articolo ricorda due eclatanti casi di abuso dei voli di Stato, assurti al disonore delle cronache: Mastella e Rutelli ne erano i protagonisti.
Mastella, si intende, prima del rimestone. Il Governo Prodi era ancora in piedi.

Due domande sorgono spontanee. La prima è uan curiosità tendenzialmente comunista: che la casta e i suoi privilegi debbano essere stigmatizzati solo quando c'è un Governo di 'sinistra' perché solo la sinistra può permettersi di parlare di questione morale? Beh, sì, non ci sarebbe nulal di strano... In fondo da un Governo di destra, con tendenze peroniste, non si può pretendere un'etica e una morale che non ha mai avuto nei cromosomi...
Quindi è giusto che gli stessi pronti a graticolare esponenti della maggioranza nel Governo Prodi rei di portarsi dietro personale non autorizzato su voli pagati dai contribuenti non aprano bocca davanti a un provvedimento di un Governo di destra che stabilisce di nuovo un privilegio. Non si aspettano nulla di meno. E adesso che è legge, possono fare come cazzo vogliono pure loro...

La seconda domanda è più una curiosità tecnica.
Apicella, per aver l'accesso libero ai voli di Stato, in che termini va considerato?
Che natura deve avere il viaggio, perché il cantante preferito del Cavaliere possa accedere al volo?
Ovvero: quale rango riveste?
Risponde a consuetudini o a protocolli di cui noi italiani siamo del tutto ignari?
Ha rilevanza in campo internazionale?
La sua assistenza è ritenuta necessaria dalla Prefettura o dalle Rappresentanze Diplomatiche?
E se sì, per quali motivi?
Oppure Apicella è stato nominato viceministro o sottosegretario di qualche ministero senza che noi non ne abbiamo mai avuto notizia?


Sono solo 8 domande. D'altronde Apicella non è Berlusconi.e 10 domane  si riservano  al massimo  ai Capi di Governo o ai Capi dell'opposizione.
Però sarebbe gentile spiegare agli italiani per quale motivo Apicella può salire su un volo di Stato che viene pagato grazie agli introiti provenienti dalle loro tasse.
postato da: julka75 alle ore 11:52 | link | commenti
categorie: sotto silenzio, leggi idiote, berlusconi iv

Come comincia uno Stato confessionale.

Leggo questa notizia sul solito delirio di tumblr che invade il mio personale tumblr da quando ho deciso di aprirne uno:

Cesena, docente sospeso per questionario su ora alternativa

Il prof Alberto Marani, docente di matematica e fisica presso il Liceo Scientifico “Righi” di Cesena è stato sospeso dalle proprie funzioni e dallo stipendio per due mesi, sanzione decisa dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena.
La motivazione principale è l’avere condotto un’indagine nelle proprie classi per rilevare che percentuale di studenti sceglierebbe la materia alternativa qualora l’istituto la programmasse (finora non è mai stata programmata, e solo 2 studenti su 1300 l’hanno comunque richiesta). Nel questionario ciascuno doveva indicare quale insegnamento avrebbe scelto (fra Religione cattolica, Storia delle religioni e Diritti umani) qualora la scuola le programmasse tutte e tre.

I risultati sono stati i seguenti:
11,3 % sceglierebbero Religione Cattolica
88,7% sceglierebbero una materia alternativa
(23,9% Storia delle religioni; 64,8% Diritti umani)


Il Collegio Docenti aveva quindi pienamente recepito le proposte del prof Marani, deliberando la necessità di programmare in anticipo la Materia Alternativa e di offrire agli studenti, in modo esplicito e dettagliato, questo tipo di attività formativa. La cosa però ha fatto infuriare gli insegnanti di religione e i cattolici integralisti all’interno del liceo, i quali tramite una lettera di Don Stefano Pasolini, docente di Religione delle classi coinvolte nel questionario, hanno lamentato all’Ufficio Scolastico Regionale che il prof Marani avrebbe offeso, con quel questionario, il proprio collega di Religione. E’ scattata così l’incredibile sanzione, inaudita e pesantissima.
L’ispettrice inviata dall’Ufficio scolastico Regionale, Rosanna Facchini, ha persino diffidato il docente dal fare conoscere agli alunni i risultati dell’indagine.

All’accusa già riportata è stata aggiunta quella di avere affisso nelle bacheche della scuola, durante il bombardamento di Gaza, 5 immagini di Handala (il bambino palestinese scalzo e sofferente) dopo averle stampate usando la stampante della scuola.


Questa è la versione, colorita, riportata dal sito dell'UAAR, evidentemente di parte*
Qui sotto però riporto un commento dell stesso Alberto Maranio, che interviene sul sito stesso dopo la richiesta di verifica da parte di un utente:

La notizia, come è stata qui riportata, è del tutto attendibile.
Il questionario è stato sottoposto nel settembre 2008, di mia iniziativa, al solo scopo di avere elementi indicativi per dimostrare che la richiesta di Materia Alternativa era molto molto più elevata di quello che risultava dalle scelte operate in sede di iscrizione (l’anno scorso solo 2 alunni su 1300 l’hanno chiesta, quando in realtà oltre l’80% la vorrebbero). Per la compilazione ho utilizzato 5 minuti di lezione a inizio anno scolastico.

La proposta di programmare la Materia Alternativa e di inserire tale programmazione nel Piano dell’Offerta Formativa è stata da me avanzata in sede di Commissione Autonomia e di Collegio Docenti. Entrambe le istanze hanno accolto la proposta con molto interesse, e il Collegio, nel novembre 2008 ha deliberato che la Materia Alternativa deve essere programmata e ciò è stato per la prima volta nella storia del Liceo, inserito nel P.O.F. Nessuno dei 130 docenti del Collegio ha avuto da ridire sul questionario, nè la Dirigente, nè lo stesso don Pasolini, presente al Collegio.

Solo due mesi dopo, nel gennaio 2009, con l’arrivo di una ispettrice, si è saputo che don Pasolini aveva protestato presso l’Ufficio Scolastico Regionale, con una lettera inviata segretamente, mai resa nota a me nè ad alcuno del Liceo. E’ stato poi l’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena, che ha richiesto l’ispezione, e nel maggio 2009 ha impartito la sanzione.

La sanzione della sospensione è stata comminata nel maggio 2009


Dite quello che vi pare, indignatevi per le motivazioni. Io sono ancora più indignata all'idea che sia stata aggiunta all'accusa pure l'aggravante di aver affisso foto dei bombardamenti di Gaza nella bacheca scolastica. Qual'è l'idea? Che la scuola non possa parlare del mondo di fuori e di ciò che capita in Israele? Ossia è necessario che gli allievi si preoccupino dello stato del mondo reale solo quando sono a casa con i genitori? Questa veramente me la devono spiegare, possibilmente come se avessi 4 anni.

Mi verrebbe voglia di dire che nella mia scuola queste cose non sarebbero mai successe, ma ho la tendenza a dimenticarmi che la mia scuola era di sinistra, e uno dei nostri insegnanti di religione insegnava di sua sponte storia delle religioni... Quindi non faccio testo.

*evidentemente di parte non significa che la notizia non abbia il minimo fondamento. Semplicemente, in questo post si prende in considerazione solo una versione della storia e l'opinione della vittima. Se qualcuno avesse notizie di informazioni che prendono in considerazione l'altra parte, quindi, è invitato a segnalarle.Per quanto mi riguarda sono diposta a credere a tutto e al contrario di tutto. Da anni ho imparato a credere che l'umana meschinità non conosce limiti. Quindi posso anche credere che un professore di religione, prete, invece di esprimere le proprie ragioni davanti al collega che è ignaro di averlo offeso, come si deduce dal post, vada direttamente a lamentarsi dai diretti superiori. Oltretutto, offeso di che? Se il sondaggio avesse rivelato che gli allievi avrebbero preferito l'insegnamento della religione cattolica, staremmo qui a discutere della vicenda? Non penso proprio...

Oh, a proposito. se qualcuno volesse cercare notizie più attendibili di un semplice blog, c'è un comunicato di un sindacato (sì, vabbè, sono i COBAS, ma CGIL, CISL e UIL hanno cose più importanti a cui pensare, e i sindacati di destra col cavolo che si occupano di queste faccende... In fondo è stato Mussolini a volere il concordato... Come fanno a rinnegare ufficialmente lìimportanza degli insegnanti di religione?
postato da: julka75 alle ore 08:18 | link | commenti (2)
categorie: storie di ordinaria censura
sabato, 30 maggio 2009

Fuga dal call center. Di nuovo.

Però dovete andarvelo a leggere qui. Occhio che poi vi interrogo.
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categorie: film, precariato, registi, futuri alle spalle

Il Ministro delle Pari OpportunitĂ  ha parlato.*

(è un sfogo, è piuttosto lungo e ho la sensazione che ci siano dei refusi. Ma è venuto così. Da domani torno a fare la rompipalle solita...)

Pare che si sia offesa perché c'è in corso una campagna mediatica contro Berlusconi.
Ora, forse non ha tutti i torti: il Parlamento italiano, lungi dall'essere un luogo dove esiste la politica,  è diventato il luogo preferito di individui di ogni specie. Ci sono personaggi di dubbia moralità in tutti i banchi parlamentari, e almeno 18 hanno qualche pendenza penale. Tra i senatori ce n'è addirittura uno che ha subito una condanna per associazione mafiosa e che dovrebbe essere interdetto dai pubblici uffici. Capisco che l'interdizione possa essere temporanea, ma io uno che è stato condannato per associazione mafiosa non lo vedrei proprio bene in nessun momento della sua vita, in Parlamento. Prevenire è meglio che curare...
Ci sono altresì individui che sono dichiaratamente entrati in politica per evitare di finire in galera per debiti. A detta loro, e di nessun altro.
E questi individui, da quando sono entrati in politica, si sono fatti leggi ad personam per cancellare reati un tempo previsti dal codice penale. O per evitare processi. Sono arrivati addidittura  a garantirsi l'impunità per sè stessi  e per le altre più alte cariche dello Stato, per ricordare a noi comuni cittadini che la legge è uguale per tutti, fuorché per loro.
Questi stessi individui hanno trasformato progressivamente un Parlamento già fin troppo provato da una Prima Repubblica dove si è assistito alle peggiori nefandezze, non ultime le conseguenze disastrose dell'inchiesta conosciuta come Tangentopoli.

Ecco, io vorrei che il Ministro delle Pari Opportunità, se la mente glielo consente, tornasse a 17 anni fa, quando si cominciava a dire a voce alta che l'usanza di ottenere favori pagati con tangenti non era propriamente simpatica. Io avevo 17 anni, ma me lo ricordo. Mi ricordo un moto di indignazione in una Milano che arivava da un ventennio di governi socialisti e che era passata dal ruolo di Capitale Morale d'Italia, mantenuto fino agli anni '70, anche, purtroppo, per la dignità con cui aveva sopportato una serie di colpi inferti da organizzazioni eversive di destra o sinistra, al ruolo di Milano da Bere, dove tutto era concesso, bastava conoscere un socialista. Oppure bastava pagare un socialista, era pressoché la stessa cosa. E questo non lo so perché è scritto sui giornali.
Lo so perché in quegli anni mio padre lavorava come geometra, cui ogni tanto questi favori venivano chiesti, e che lui puntualmente rifiutava, perhcé i favori richiesti spesso riguardavano il chiudere un occhio su norme di sicurezza troppo onerose.
Chiaro che il rifiuto di mio padre non fermava nessuno, perché per uno che opponeva un netto rifiuto a certe richieste ce n'erano venti disposti a chiudere non solo gli occhi: si turavano anche il naso e tutti gli orifizi disponibili.
Per questo motivo, quando mio padre, rimasto a casa dal suo posto di lavoro dopo 29 anni, con due figli alle elementari e con un'età che impediva di trovare un lavoro da dipendente (aveva 53 anni, quando io ne compivo 10... se oggi è difficile trovare un posto a questa età allora era un'impresa disperata) cercò di lavorare come libero professionista, per poter raggiungere l'età pensionabile, a casa mia si fece la fame.
Perché lui non accettava lavori dove si chiudevano occhi.
E il bello è che già allora esisteva questa mentalità che trattava da cretini gli onesti. Si viveva nell'illusione che tanto nessuno ti avrebbe mai beccato, quindi chi te lo faceva fare di rimanere nella legge?
Bene. 17 anni fa qualcosa sembrò cambiare.

Se lo scordano tutti, sempre. Ma 17 anni fa l'Italia subì due scossoni forti. Uno di ordine morale. Perché Tangentopoli fu l'ultimo rigurgito di dignità delle persone per bene.
Purtroppo da Tangentopoli scaturì anche un'ammirazione insana verso la Lega Nord, che dalle mie parti a qualcuno sembrò l'unica alternativa al malgoverno di Roma e dei partiti così come li avevamo conosciuti fino a quel momento.
Si voleva qualcosa di nuovo non colluso con il passato. Giusto, per carità. Però molte persone che con la Lega non avevano nulla da spartire si lasciarono contagiare dall'idea del voto di protesta, facendo il gioco di quelli che nella Lega hanno visto da subito, da sempre, il modo migliore per vedere rappresentati i loro interessi micragnosi. La Lega era altrettanto eversiva dei gruppi extraparlamnetari degli anni '70, e lo è tuttora.
Attaccava manifesti che invitavano a non pagare le tasse, ed è istigazione a delinquere. Propagava idee xenofobe che sfociavano nel razzismo verso gli immigrati del sud, che adesso hanno completamente dimenticato questo particolare, perché gli immigrati sono diventati clandestini.
Parlava di Roma Ladrona, lasciando intendere ai suoi elettori che disobbedire a Roma era lecito. Roma, nell'accezione leghista, è intesa come il Potere Centrale.
E soprattutto, purtroppo per noi, cavalcò l'inchiesta Tangentopoli come se Tonino Di Pietro fosse una sua invenzione.
Ce n'era abbastanza per convincere gente stufa da anni a votare una massa di ignoranti decerebrati.

Il secondo colpo che subì il Paese nel 1992 fu la strage di Capaci. Seguita a due mesi di distanza dalla strage di Via D'Amelio.
La mafia colpiva di nuovo con una potenza devastante, e con una risonanza a livello nazionale che risvegliò altre coscienze.
Me ne ricordo bene: ero a scuola, quando esplose la bomba di Capaci.
Nonostante non avessi ancora una precisa coscienza politica e soprattutto individuale (a 17 anni che cazzo di coscienza si può avere? Bisogna essere sul serio persone eccezionali, per sapere chi si è, a 17 anni... Oppure bisognava vivere negli anni di Piombo, e io ero figlia di quella merda che oggi viene denominata come 'favolosi anni '80', il decennio più vuoto che si possa immaginare, culminato nel crollo del Muro di Berlino e dell'influenza sovietica sull'Europa dell'Est... che a prima vista sembrò un bene, ma si portò dietro il crollo totale di una serie di valori difficili da ricostruire...) ero indignata.
Ebbi un moto di schifo nei confronti di uno Stato che non riusciva (poi seppi che non voleva) proteggere i suoi rappresentanti nemmeno all'interno del territorio nazionale.
All'epoca poi ero pure ingenua, e credo che molta parte della mia generaizone rimase un po' ingenua.
Ero seriamente convinta che ci fosse un modo per contrastare lo schifo. Che le persone in fondo hanno bisogno di buoni esempi, per credere che esistano anche altri modi di vivere.
Credevo persino che votare servisse a qualcosa, e che la scelta di rappresentanti di un certo tipo significasse qualcosa. Soprattutto credevo che contassero ancora certi valori, evidentemente fuori moda negli anni '80.
Poi arrivarono le elezioni del 1994.

Non mi sono mai sognata di votare per Berlusconi. Nemmeno la prima volta. Berlusconi rappresentava qualcosa che non mi apparteneva. Lo dico senza cattiveria, ma oggettivamente non riuscivo a provare simpatia per un uomo che sapevo (perché me l'aveva raccontato papà, che lo conosceva dai tempi della EdilNord) essere in grado di costruire un intero paese in una zona non edificabile come era il cono d'ombra dell'aeroporto di Linate. Per me c'era qualcosa che non tornava, e non mi tornava nemmeno il fatto che un uomo con tre televisioni, proprietario di una casa editrice, cercasse di entrare in politica.
I motivi per cui tutto questo non poteva tornarmi li scoprii molto tempo dopo.
Sapevo con certezza che dietro Berlusconi c'erano cose e persone che non incontravano la mia simpatia.
E poi era ricco, troppo ricco per poter governare senza preoccuparsi dei suoi interessi personali...
Io ero attratta da chi stava dalla parte del popolo, anche solo per tradizione. Così me ne andai spontaneamente all'estremo opposto.
Non me ne sono mai pentita, anche se negli anni i partiti della parte opposta sono diventati inguardabili.
Quello che conta è sempre e solo l'idea. L'idea che a questo mondo non si potrà mai pensare di essere felici fino a quando non godranno tutti degli stessi identici diritti e fino a quando non verranno abolite le differenze di censo, ceto, razza e via di seguito. Insomma, non ci sarà mai un mondo anche vagamente abitabile fino a quando tutti non godranno delle stesse identiche opportunità, liberi di decidere da soli se buttarle nel cesso o se farle fruttare.

Però la Storia dimostrò che avevo torto.
E lo sta dimostrando costantemente e inequivocabilmente da 15 anni a questa parte.
Addirittura la Storia mi ha dimostrato che i buoni, o quelli che scegli come buoni perché portano avanti un'etica condivisibile, in realtà non sono poi così buoni, e a un certo punto fanno proprie le armi del nemico. Oppure spuntano le loro.

E soprattutto la Storia mi ha dimostrato che la gente, dopo i suoi ultimi rigurgiti di dignità venuti a galla in quel lontanissimo 1992, ha smesso di avere dignità e ha deciso di rinchiudere il cervello nel cellophan.
O forse lo aveva già prima, il cervello nel cellophan, ma io non lo sapevo perché all'epoca non c'era la possibilità di conoscere in tempo reale l'opinione dei miei colleghi italiani. Mancava la diffusione delle idee o della mancanza di idee che ha provocato l'avvento di internet e la possibilità conseguente di aprirsi un blog, un sito, un profilo su un social network.
Mancava una condivisione generale del pensiero.
Forse poi non sarebbe stato un gran male: forse la gente viene trattenuta dal farsi trascinare dai suoi istinti peggiori quando ha paura della reprimenda generalizzata. Purtroppo, perché a trattenere dai peggiori istinti dovrebbe essere l'idea che si sta per commettere un errore. E non davanti al mondo ma davanti alla propria coscienza.
E' un po' il motivo per cui la Chiesa è riuscita a tenere sotto controllo per tanto tempo anime semplici: la paura del castigo divino.
La paura del castigo è un forte deterrente per qualunque azione.
Il castigo ora come ora non esiste più, e tutti sono convinti di poter fare come gli pare, perché tanto tutto è lecito.
Così si arriva a pensare che certi comportamenti non solo sono censurabili: sono anche sacrosanti.
E' così che si arriva a non ritenere più un errore verso sè stessi e tantomeno verso il mondo di fuori la compravendita di poltrone in cambio non più di soldi ma di favori sessuali, o che si comincia a pensare che per ottenere un posto in Parlamento non conta l'avere speso anni e anni lavorando per una carriera politica, dove la carriera politica ha il preciso significato di essere intimamente convinti che si sta servendo il popolo che ti ha votato come suo rappresentante.
Io vorrei tanto sapere dal Ministro delle Pari Opportunità se ci ha mai pensato, a questo particolare. C'è gente convinta che arrivare in Parlamento presupponga un percorso di un certo tipo, che esula dalla visibilità mediatica data dalla partecipazione a programmi televisivi, o dalle conoscenze di questo o quello.
C'è gente convinta che al potere non si arrivi perché il potere è il fine ultimo, ma perché è il mezzo per poter cambiare le cose.
Certo, è una visione utopica. D'altro canto è stata resa utopica da gente che ha governato il Paese in passato e lo governa tuttora senza esserne minimamente degna.

E in questo, la signora Carfagna ha ragione. Non è solo lei, che meriterebbe il pubblico ludibrio, e non è solo il Presidente del Consiglio che, purtroppo per lui, rappresenta un'intera nazione non solo in Italia ma anche all'estero, e  che per questo solo motivo dovrebbe essere moralmente irreprensibile (ma abbiamo già capito che la morale, e la legge soprattutto, per il presidente del Consiglio sono secondarie...).
Anche tutti i parlamentari, di qualunque parte politica, dovrebbero meritarlo.
E quando Mara Carfagna si permette di lamentarsi perché viene trattata con disprezzo in quanto donna, bisognerebbe risponderle in coro che viene trattata con disprezzo semplicemente perché occupa un posto che non le compete per i motivi sbagliati, e che è un'incompetente.
E questi sono motivi decisamente unisex.
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categorie: rigurgiti di dignitĂ 

Della libertĂ  di stampa e di altri demoni

struzzi(via emanuelenegro e via dicendo...)
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categorie: senza parole, della libertĂ  di stampa e di al
venerdì, 29 maggio 2009

Uno spettacolo da boicottare - ultimo atto

Se ne è parlato già qui, qui e qui, ma non sarebbe giusto lasciare la vicenda de La casa di certi discorsi (titolo coniato da Livia) senza un finale adeguato.
Qui sotto pubblico un'intervista alla 'vittima' della vicenda, Giovanni Franci.
Le risposte sono in neretto, casomai non fosse chiaro...


D.- Allora, Giovanni, ci racconti quando hai trovato Manuela Morosini sulla tua strada per la prima volta?

 

R. - A diciannove anni ho fatto la mia prima assistenza alla regia in teatro, il regista era Luciano Melchionna, portavamo in scena “Sterminio” di Werner Schwab. Manuela Morosini era l’attrice protagonista e produttrice dello spettacolo.

 

D. - Ci puoi parlare della prevista rappresentazione di Certi discorsi che nell’autunno scorso non è mai andato in scena?


R. - Lo scorso 18 novembre lo spettacolo “Certi Discorsi” avrebbe dovuto debuttare al Teatro Spazio Uno, con la mia regia. Gli accordi prevedevano repliche fino al 30 novembre (così riportavano anche i quotidiani). C’è stata anche una buon attenzione della stampa per questo mio lavoro, ma… non siamo riusciti ad andare in scena.

I motivi? Sono molti: disaccordi, imposizioni che non accettavo e forti tensioni insuperabili (per non scendere in particolari decisamente spiacevoli). La produttrice e protagonista era Manuela Morosini, il resto del cast era composto da due attori magnifici, con i quali intendo riprendere lo spettacolo: Alessia Innocenti e Marco Quaglia. Loro due sono stati l’unico momento felice in un’esperienza che definirei quantomeno atroce.

 

D. - Il testo “Certi Discorsi” è depositato presso la SIAE, giusto?

 

R.- Giusto, tutti i diritti del testo sono riservati a me.

 

D.- E confermi che non hai mai messo mano al testo de “La casa della notte” e che tantomeno hai fornito il famigerato supporto narrativo?

 

R. - Confermo, non ne sapevo assolutamente nulla di questa operazione. Non ho mai sentito parlare de “La Casa della Notte”, non ho mai offerto il mio “supporto narrativo”, e non l’avrei fatto nemmeno se mi fosse stato proposto.

 

D.- Confermi anche di non essere mai stato pagato per consulenze sul testo in questione e di non avere firmato nessun documento che attesta la tua partecipazione alla stesura in una qualunque veste?

 

R. - Non ho percepito nessun compenso per “La Casa della Notte” e non ho mai firmato una mia partecipazione alla stesura di questo “fantomatico” testo.

 

D. - Racconti in una nota stampa pubblicata sia on-line che su quotidiani minori che hai visto lo spettacolo. Puoi dire anche a noi quello che hai visto in scena e quali sensazioni ti ha suscitato?

 

R. - Quello che ho visto è stata una messinscena pietosa, sgangherata e dilettantesca. A mio parere, gli amatoriali saprebbero fare di meglio. Quello che ho provato è stata una profonda indignazione. “Certi Discorsi” è, finora, il mio testo più sofferto, su cui ho lavorato di più e sentirlo blaterare con tanta arroganza, mi ha fatto male.

Per aggiungere la beffa al danno, c'era ancora la mia scenografia (un po’ più pasticciata nello sfondo). Quella struttura di labirinto in rete l'ho disegnata io e realizzata con le mie mani (con l'aiuto di Fabio del Frate). Anche il palco completamente scritto da una poesia di Majakovskij è stato realizzato da me (possiamo fare una prova calligrafica?)

 

D. - Nella tua nota stampa dici che Manuela Morosini, accorgendosi della tua presenza in sala, ha cercato di pronunciare qualche parola di circostanza. Che cosa ha detto esattamente?

 

R. - Ha detto che il suo lavoro nasceva da una mia “idea” ed altre cose di cui non ne ricordo il senso, io sono intervenuto subito, alzandomi in piedi di fronte al palco, per chiarire che  di questo spettacolo non ne sapevo nulla. Poi ho lasciato la sala.

 

D. - Adesso che cosa sta succedendo, del tuo spettacolo (Certi discorsi, ndr)?

 

R. - La SIAE ha fatto una registrazione video dello spettacolo (La casa della notte, ndr) e la sta confrontando con il mio testo. Ma è una pura formalità,  vista la sfacciataggine con cui è stata commessa la violazione dei miei diritti. Quanto è accaduto è palese anche a Loro. In oltre mi riservo di procedere personalmente con un’azione legale nei confronti della sig.ra Morosini.

Per quanto riguarda il mio, spettacolo, lo metterò presto in scena con la mia regia.


Roma, 28 maggio 2009
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categorie: storie di ordinario sfruttamento, giovanni franci
giovedì, 28 maggio 2009

Piazza della Loggia

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categorie: anni di piombo

L'era dei fraintendimenti.

Berlusconi. Brunetta. Adesso anche Franceschini.
Il 2009, oltre che per il terremoto d'Abruzzo e per il Noemigate,  passerà alla storia per il raggioungimento di un'intesa bipartisan nei rapporti con la stampa e l'opinione pubblica...
'Se ti esce una cazzata puoi sempre giocarti la carta del fraintendimento'.
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categorie: berlusconi, franceschini
martedì, 26 maggio 2009

Sciopero a Mediaset - qualcuno se n'è accorto

Sono, manco a dirlo, quei cattivoni comunisti del Manifesto, che di certo useranno lo sciopero dei lavoratori Videotime per rinverdire i loro attacchi contro il Beneamato e il suo strapotere. Invidiosi! Andare a scomodare il malcontento di poveri lavoratori per futili battaglie politiche... Con tutto quello che sta facendo il Nano per levarsi di dosso Veronica e Noemi, adesso si attaccano pure le sue aziende che danno lavoro a tante persone...
Vergogna! Con questa crisi, poi... Mai che arrivino parole di ottimismo, da questi giornalacci di sinistra...

Articoli come questo:

Mediaset in sciopero bella notizia (oscurata)

Udite udite. E diffondete. Forse è l'unico modo per permettere a questa notizia di raggiungere più orecchie possibile: i lavoratori di Mediaset sono in sciopero. Difendono i loro salari e chiedono che vengano ripristinate le "normali relazioni sindacali". Ma oggi devono prima di tutto lottare contro il silenzio. La loro astensione dal lavoro, infatti, sembra non interessare a nessuno. Di loro non parlano neanche le agenzie di stampa. Paradossale ma vero: accade "qualcosa" - qualcosa di inedito, c'è da dire - nella più grande azienda di comunicazione italiana, e i protagonisti faticano a bucare lo schermo. Ma tant'è, a Berluscolandia.
I fatti: Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi uno sciopero dei lavoratori della Videotime di Roma. La Videotime è la società licenziataria di Mediaset-Rti che lavora nei centri di produzione "Palatino" e "Elios". Qui vengono registrati programmi molto seguiti: dal Tg5 a Matrix a Forum. I lavoratori della Videotime si occupano anche del programma "Uomini e Donne" di Maria De Filippi, che però viene registrato a Cinecittà. Si tratta dei tecnici, della parte di produzione, dei parrucchieri, dei truccatori, dei sarti. Insomma, di tutto il personale che serve per mettere in piedi un programma. Ebbene, dall'anno scorso sono tempi di magra. Mediaset dice di essere in crisi (ricavi netti nell'anno 2008: +9%, utile netto: +14,3%) e per questo stringe la cinghia: niente più diaria per gli esterni, fermi i passaggi di livello, diminuzione dei premi di produzione, azzeramento della politica retributiva. Questo è quanto denunciano i sindacati: "Un esempio - spiega Roberto Crescentini, delegato fistel-Cisl della Rsu di Videotime - sabato registriamo Matrix. I lavoratori hanno chiesto di lavorare in straordinario. Ma l'azienda ha chiesto ai parrucchieri solo quattro ore di lavoro, e non sette. Alla domanda: perché? La risposta è stata: l'azienda è in crisi. Figurarsi - dice Crescentini - noi siamo i primi a non voler affossare l'azienda e a capire che è in corso una grave crisi economica e finanziaria. Ma Mediaset è in crisi?". La domanda è pertinente, visto che, racconta Crescentini: "Alla puntata di Forum in cui era ospite Barbara D'Urso, Mediaset ha pagato un parrucchiere 1.300 euro. Come anche viene pagato tutti i giorni un parrucchiere per la conduttrice Rita Dalla Chiesa, ad un prezzo che ci pare esorbitante, visto il momento: 700 euro". Insomma, dicono i lavoratori, se bisogna fare sacrifici che li facciano tutti.
Secondo il dato dei sidnacati lo sciopero è andato benissimo: l'adesione ha sfiorato il tetto del 95%. Ultima chicca: il Comitato di redazione del Tg5 ha inviato un comunicato di solidarietà ai lavoratori di Videotime. Il comunicato, a quanto pare, doveva essere letto durante l'edizione odierna. Ma è stato stoppato. Ci sono notizie più importanti.

andrebbero vietati con un ddl. Magari passato con la fiducia...

(come sempre il contenuto della premessa è ad alto tasso sarcastico. Maneggiare con cautela e non somministrare a persone di destra prive di senso dell'umorismo o filosofe dello stuoicismo)
postato da: julka75 alle ore 19:46 | link | commenti
categorie: sotto silenzio, rigurgiti di dignitĂ 
lunedì, 25 maggio 2009

Anche gli avvocati hanno senso dell'ironia....

lettera alfano
Anche questa arriva direttamente da mazzetta, ed è di qualità decisamente superiore rispetto alla lettera che la precede.
Per inciso, io sono una donna e sono italiana, ma non mi sento degradata davanti a una moglie esasperata dal marito che decide di dire davanti alla nazione quello che pensa del Presidente del Consiglio suo marito. Mi degradano molto di più le donne che difendono il Grande Maschio Dominatore, con frasi come 'i panni sporchi si lavano in famiglia' o 'una donna non deve mai contraddire suo marito in pubblico'. Quelli sì, sono discorsi che poteva fare mia nonna cinquant'anni fa.
Se ne evince che sono queste donne a far regredire le conquiste femminili di 50 anni..
postato da: julka75 alle ore 13:09 | link | commenti
categorie: lodo alfano

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Utente: julka75
Nome: Giuliana Dea
Sono una che riesce a dire la cosa sbagliata (e a volte anche quella giusta...)al momento sbagliato. Nel frattempo scrivo sceneggiature, racconti, romanzi (almeno ci provo), e faccio parte della nutrita schiera degli operatori call-center che disturbano la popolazione italiana alle ore dei pasti...

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